I colori del cibo, un segnale al cervello della loro bontà!

Molte delle nostre azioni o delle nostre scelte quotidiane sono condizionate anche dai colori. I colori, infatti, inviano un segnale al nostro cervello indicando cosa fare e cosa no sulla base di convenzioni comuni, abitudini, conoscenze, esperienze passate. Sappiamo tutti, ad esempio, che al verde del semaforo non bisogna fermarsi, così come alla presenza di un segnale rosso bisognerebbe allertarsi per un possibile pericolo.

Anche nell’alimentazione i colori dei cibi risultano fondamentali per lanciare istruzioni al nostro cervello e farci operare delle scelte di gusto. D’altronde sappiamo già che l’atto del mangiare coinvolge tutti i sensi e che la definizione finale di un sapore altro non è che la somma dell’intera esperienza vissuta.

Qui, però, le indicazioni da seguire sembrano leggermente diverse: <<Più un cibo tende al rosso e più è probabile che sia nutriente, mentre quelli verdi tendono a essere poco calorici>>, è questa la tesi dei ricercatori italiani della Sissa di Trieste. Esiste un meccanismo, del tutto naturale ed evoluto nel tempo, che ci guida nelle scelte alimentari e ci spinge a selezionare alcuni cibi piuttosto che altri sulla base della loro consistenza calorica.

Leggi la ricerca  L'autismo è precedente alla nascita del bambino

La sperimentazione realizzata ha dimostrato che gli individui tendono ad identificare come maggiormente calorici i cibi di colore rosso e, di contro, con un ridotto numero di calorie gli alimenti di colore verde. Un vero e proprio stimolo alimentare, quindi, che sfrutta il sistema visivo e lancia dei segnali di apprezzamento al nostro cervello.

Lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports ha analizzato anche la presenza dei cibi cotti, che secondo i partecipanti alla ricerca, offrono un maggior nutrimento rispetto ai cibi naturali. Proprio per i cibi cotti, però, sembra non aver più valore l’istruzione condivisa dei colori rosso e verde: <<Nel caso del cibo cotto, però, la dominanza rosso-verde non offre più un’informazione affidabile, quindi si potrebbe pensare che il cervello non applichi questa regola ai cibi processati>>.

La scoperta scientifica realizzata in Italia svela, quindi, un meccanismo antico di attrazione/avversione nei confronti dei cibi colorati indicandoci quali piatti preferire in base, ovviamente, anche alle nostre abitudini alimentari.