Il cibo è più buono se cucinato in alta montagna

Secondo una recente ricerca pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, quindi, non solo l’aria risulta più “buona” a determinate altezze, ma, anche il sapore dei cibi non è lo stesso che a livello del mare, ma anzi muta e muta in meglio. Bisognerebbe farlo notare a tutti i ristoranti che si ritrovano sulle rive di coste e spiagge ma è il “test del brodo” a confermare questa nuova scoperta alimentare.

Un esperimento condotto dai ricercatori del Nestlé Research Center (Nrc) di Losanna in Svizzera, conferma come sapore, colore e aroma di un piatto cucinato a più di 3.000 metri di altezza possa risultare molto più appetitoso di un’altro preparato ad un’altezza inferiore. Lo studio ha previsto la cottura di un brodo vegetale presso il ThreeSixty Restaurant in Saas-Fee, il più alto ristorante girevole del mondo, e la verifica dell’esperimento con un’altra cottura dello stesso piatto (nei laboratori di ricerca) ad un altezza di poco più di 800 metri sul livello del mare. Nonostante l’utilizzo dei medesimi ingredienti e delle medesima procedura di preparazione, la ricetta del brodo ha confermato un risultato differente di sapore ad alta e bassa quota. Il piatto cucinato a bassa pressione atmosferica (e quindi ad altezze più elevate) migliorerebbe la preparazione del piatto perchè in grado di conservare il “peso” degli alimenti ed il rendimento di sapore e di aroma degli ingredienti inseriti. Il merito, quindi, è del processo di ebolizzione che avviene ad una bassa pressione e che, bollendo prima in montagna che al mare, aiuta a preservare le componenti alimentari del piatto da cucinare.

  • Ricerca di: Nestlé Research Center
  • Pubblicata su: Journal of Agricultural and Food Chemistry
  • Conclusione: Il processo di ebollizione (a bassa o alta quota) può determinare un sapore differente del piatto
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