Il formaggio può causare dipendenza!

E così anche il formaggio, come altri alimenti prima di lui, finisce sul tavolo degli imputati. A scoprire un singolare meccanismo di dipendenza che si cela dietro la bontà di alcuni formaggi che consumiamo giornalmente è uno studio condotto presso la University of Michigan e pubblicato sull’US National Library of Medicine.

E’ la caseina, contenuta nel formaggio che mangiamo, a generare il processo che porta all’assuefazione. Durante la digestione, infatti, la caseina viene scissa rilasciando una serie di oppiacei (le casomorfine) che vanno ad agire sui recettori del cervello e creano una dipendenza paragonabile, seppur in misura ridotta, a quella generata dalle droghe.

Mozzarelle, parmigiano, taleggio, nessun formaggio è escluso, così come anche gli alimenti che lo contengono, come ad esempio la pizza che, secondo una serie di questionari somministrati a 120 studenti, rappresenta un alimento del quale non poter fare a meno. L’affezione verso il formaggio e i suoi derivati dipende, come detto, dal meccanismo di gratificazione innescato dal rilascio di casomorfine. I ricercatori hanno utilizzato, durante la propria ricerca, la Scala di valutazione delle ossessioni e compulsioni di Yale per capire il grado di apprezzamento degli intervistati verso alcuni alimenti. Dai dati raccolti i formaggi sono in cima alla lista e, secondo le persone intervistate dallo studio, è davvero difficile resistere ad una fetta di parmigiano o di mozzarella.

Un altro dato rilevante emerso dallo studio è che i cibi in grado di generare una maggiore dipendenza, come appunto la pizza, sono anche quelli che presentano un maggior valore di grassi e sono più difficili da digerire.

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Articolo pubblicato il 28 ottobre 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.