Il latte scudo per l’osteoporosi? E’ solo una bufala!

L’osteoporosi è una grave malattia dello scheletro, caratterizzata dalla riduzione della massa ossea, (causata a sua volta da fattori nutrizionali, metabolici o patologici), che condiziona il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo e determina un maggiore rischio di fratture.

Fino ad oggi il latte, fonte privilegiata di calcio utile a migliorare la resistenza delle ossa, è stato indicato come l’alimento terapeutico per eccellenza in grado di combattere l’avanzata dell’età ossea e prevenire lo sviluppo dell’osteoporosi.

Una recente ricerca scientifica condotta presso l’Uppsala University in Svezia, però, sembra confutare la tesi fin d’ora condivisa bocciando l’utilizzo del latte come rimedio di prevenzione.

I ricercatori svedesi hanno verificato, infatti, come lattosio e galattosio, due tipologie di zuccheri presenti nella bevanda, in realtà non fanno altro che aumentare lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica dell’organismo.

La ricerca condotta su gruppi di uomini e donne e pubblicata sul British Medical Journal ha analizzato i consumi alimentari di prodotto lattiero-caseari in ciascuno, evidenziando in entrambi i gruppi di studio che a maggiori consumi di latte non seguiva alcuna riduzione del rischio di fratture.

Tutt’altro, per chi beveva più di tre bicchieri di latte al giorno i ricercatori hanno registrato rischi di decesso molto più elevati rispetto a chi, invece, ne consumava quantità inferiori. Questo comportamento, seppur comune a maschi e femmine, risultava ancora più evidente nel gruppo degli uomini dove il rischio di morte per i consumatori abitudinari di latte vaccino era notevolmente accentuato.

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Articolo pubblicato il 29 ottobre 2014 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.