Vegetariani o carnivori, chi vive di più?

Esiste un legame tra il mangiar “sano” e le possibilità di vivere più a lungo? Siamo di fronte all’ennesimo scontro di categoria tra carnivori e vegani nelle nuove convinzioni che mangiare verdura, frutta o legumi in grosse quantità, invece che mangiare carne rossa, può aumentare le aspettative di vita.

Sarà vero? Una prima risposta scientifica al dubbio di molti arriva da uno studio condotto presso l’Università di Oxford, ma la conclusione della ricerca è che, in realtà, non esiste alcun tipo di correlazione tra le abitudini alimentari e le possibilità di vivere più a lungo.

La ricerca ha interessato un campione di oltre 60.000 persone nel Regno Unito, tra vegetariani, vegani e consumatori di carne, analizzando il proprio stato di salute negli ultimi 30 anni e verificando eventuali nessi tra consumo alimentare ed insorgenza di malattie. La prima evidenza riscontrata è che non esistono differenze di mortalità tra i gruppi coinvolti dalla ricerca: vegani e vegetariani non hanno una vita più lunga rispetto a chi mangia la carne. Nelle cause di mortalità, però, sono confermate alcune particolari e significative differenze: esiste un maggior rischio di cancro e malattie respiratorie per chi consuma carne almeno cinque volte a settimana, mentre per vegani e vegetariani un simile rischio risulta dimezzato.

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La conclusione dei ricercatori è che l’alimentazione da seguire per tutelare il nostro stato di salute dovrebbe prevedere una dieta bilanciata che non escluda alcuna tipologia di alimento: vegani, vegetariani o carnivori seguono, invece, un modello di consumo alimentare non regolare e che dovrebbe essere modificato per raggiungere un buon equilibrio nutrizionale.