Dal dna degli animali il potere di proteggerci dalle radiazioni!

Chiamati con il nome più scientifico di tardigradi, ma più comunemente noti come “orsi d’acqua” per la loro particolare conformazione fisica, parliamo di microrganismi animali invertebrati che presentano la capacità innata di resistere a condizioni ambientali estreme.

I tardigradi, infatti, sono capaci di sopravvivere in situazioni d’emergenza come la mancanza d’acqua o d’ossigeno, le temperature esterne elevate o basissime, le alte o basse pressioni, soprattutto sono in grado di resistere al contatto con alti livelli di radiazione.

E’ con questo presupposto scientifico che i ricercatori dell’Università di Tokyo hanno deciso di realizzare uno studio per poter valutare l’effettiva trasmissione di questi “superpoteri” degli animali acquatici in alcune cellule umane coltivate in provetta.

La ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nature Communications ha dimostrato un effettivo mutamento del dna umano al contatto con il gene “alieno”. Analizzando il genoma dei tardigradi, gli scienziati hanno individuato un gene che codifica una particolare proteina (Dsup) in grado di costruire un vero e proprio scudo biologico e difendere l’organismo da disidratazione e radiazioni. Andando ad inserire il gene all’interno delle cellule umane gli esperti hanno poi verificato un’effettiva riduzione del 40% dei danni causati nel dna dai raggi X.

Questo particolare effetto protettivo rinvenuto negli animali potrebbe, in futuro, essere realmente trasmesso all’uomo andando a determinare numerosi benefici di salute per i malati di tumori, che seguono trattamenti di radioterapia, e per tutte le persone (lavoratori e non) costrette ad un contatto con centrali nucleari o centri radioattivi.