La scienza scopre il miglior rimedio per combattere le infestazioni dai topi

infestazione topi

Uno studio davvero singolare quello condotto dai ricercatori dell’Università di Tokyo con l’obiettivo di scoprire un rimedio efficace per poter combattere l’infestazione dai topi.

Qual è l’arma migliore per la derattizzazione? Prendere un gatto e lasciarlo cacciare liberamente in casa?

No. Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications sono le lacrime dei cuccioli di topo a poter mettere un freno all’infestazione dai roditori.

Come sappiamo, un problema principale per poter risolvere il problema dell’infestazione di una casa o di un ambiente dai topi è la velocità con la quale i roditori si accoppiano, aumentando, quindi, la gravità del problema e annullando di fatto ogni nostro sforzo.

Nel momento in cui si riesce a frenare la riproduzione, quindi, il problema può essere in qualche modo arginato.

I ricercatori giapponesi hanno scoperto che le lacrime dei cuccioli di topo contengono un feromone che frena la libido nelle femmine dei topi riducendo le probabilità di accoppiamento e di riproduzione.

Il feromone individuato, chiamato Esp22, viene prodotto dai cuccioli di topo nelle prime tre settimane di vita. Una volta rilasciato nell’ambiente provoca un segnale nervoso nelle femmine adulte che arriva fino al cervello e che è in grado di diminuirne la libido.

La spiegazione degli scienziati è che la risposta di comportamento delle femmine adulte è finalizzata alla riduzione della procreazione dei cuccioli che competono per le poche risorse disponibili. Per evitare, quindi, una sovra-riproduzione con rischi di mortalità precoce, le femmine tendono ad allontanare le avances dei maschi fin quando i cuccioli non possono essere in grado di crescere in maniera più sicura.

L’idea dei ricercatori, quindi, è quella di rilasciare mediante acqua il feromone Esp22 per evitare l’accoppiamento nelle aree già infestate. I vantaggi di questa nuova soluzione in grado di combattere le infestazioni sarebbero, inoltre, duplici: innanzitutto, parliamo di un processo del tutto naturale o comunque di un istinto innato; secondo, non esisterebbero dei particolari effetti collaterali a danno degli animali.

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Articolo pubblicato il 30 ottobre 2018 da:

Paola Foglia è nata a Napoli l’11 luglio 1984. Dopo il diploma di maturità classica ha conseguito una laurea magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare con votazione di 110/110 presso l’Università degli Studi di Tor Vergata (Roma). Nel 2016 ha conseguito l’abilitazione alla professione di Biologo. Dal 2018 collabora all’attività editoriale del portale.