Nei bulldog individuata una mutazione genetica presente anche nell’uomo!

bulldog

Le forme di un bulldog sono facilmente riconoscibili agli amanti dei cani: le orecchie, la coda, il muso, sono tutti tratti molto distintivi di questa specie.

Ed è proprio sull’aspetto particolarmente tipico di questo cane che i ricercatori dell’Università della California hanno condotto uno studio, successivamente pubblicato sulla rivista di settore Plos Genetics, per individuarne una singolare chiave genetica.

A cosa è dovuta ad esempio quella caratteristica coda corta, detta a vite, presente in buona parte delle razze bulldog (sia inglesi che francesi)?

Dalle ricerche realizzate gli scienziati sono stati in grado di identificare una mutazione genetica specifica e comune alla razza bulldog chiamata Disheveled 2.

Secondo gli esperti questa stessa mutazione è alla base della sindrome di Robinow, una malattia genetica rara che colpisce gli esseri umani e che è caratterizzata dall’accorciamento degli arti e da alcune anomalie alla forma della testa o del viso.

Ad oggi i casi registrati per questa malattia sono davvero rari: si calcolano non più di 200 pazienti nel mondo che presentano delle caratteristiche anatomiche riconducibili ai tratti propri dei bulldog come ad esempio la testa schiacciata o gli arti più corti.

Perchè è importante studiare la variante genetica Dvl2? Come ci spiegano i ricercatori: <<capire meglio come funziona la mutazione, che è comune nei cani, può aiutare a capire la sindrome umana, che invece è molto rara, con poche centinaia di casi documentati>>.

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Post pubblicato il 8 Gennaio 2019 da: