Cervello: gli altri sbagliano e noi impariamo!

Sbagliando si impara: conoscerete tutti quel proverbio che ci ricorda di come commettere un errore alla fine non sia altro che un’opportunità per crescere e migliorarsi potendo imparare qualcosa di nuovo.

Quante volte nella nostra vita, ad esempio, abbiamo dovuto fare i conti con la “testa fasciata” prima di poter capire che quella determinata cosa doveva essere fatta in quel particolare modo: tutti gli errori commessi per arrivare a quella conclusione, seppur dolorosi, sono serviti sempre a fornirci nuove informazioni e nuova conoscenza.

Secondo una recente ricerca scientifica condotta presso l’Università di Milano Bicocca e pubblicata sulla rivista Neuroscience, non è soltanto il nostro errore commesso a consentirci di imparare, ma anche quello compiuto da altre persone che stiamo osservando.

Lo studio ha coinvolto un gruppo di 34 persone: 10 pianisti professionisti e 24 volontari senza alcuna competenza musicale. Durante la sperimentazione ai soggetti (monitorati con un elettroencefalogramma) sono stati mostrati dei video di mani che suonavano il piano: in alcuni casi nelle immagini si prevedeva la corretta corrispondenza tra il movimento delle mani del pianista e il suono prodotto, in altri casi no. Dai dati di ricerca è emerso che solo i pianisti si sono effettivamente accorti della discordanza musicale, e l’esame strumentale ha dimostrato come il cervello dei professionisti si sia attivato in corrispondenza dell’errore (come se ci fosse una responsabilità diretta dell’individuo) con l’intento di trovare un rimedio allo sbaglio commesso.

Leggi la ricerca  Il nostro cervello è plasmato dalla musica che suoniamo...

Anche l’osservazione diretta di errori non nostri, quindi, può generare in noi l’attivazione di meccanismi cerebrali utili a recuperare dall’impasse e a consentire un nuovo apprendimento.