Con il gruppo sanguigno 0 un minor rischio di Alzheimer

Quanti di voi conoscono il proprio gruppo sanguigno? Il gruppo sanguigno è qualcosa di estremamente personale, è determinato geneticamente alla nostra nascita, con il contributo dei nostri genitori, ed indica una singola appartenza a diversi tipi di sangue (gruppo 0, A, B, AB).

Una recente ricerca condotta in collaborazione dall’IRCCS Ospedale San Camillo del Lido di Venezia e dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Sheffield in Inghilterra ha confermato una sostanziale differenza per gli individui che appartengono al gruppo 0 in merito ai potenziali rischi di declino cognitivo legati all’avanzare dell’età.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Brain Research Bulletin le persone con un gruppo sanguigno 0 presentano maggiori volumi di sostanza grigia rispetto a chi appartiene agli altri gruppi sanguigni, soprattutto nell’area dell’ippocampo sinistro, ovvero nella regione del cervello maggiormente colpita dai danni della malattia dell’Alzheimer.

Dai risultati ottenuti e, da come confermano anche i ricercatori, le persone con gruppo sanguigno 0 sono più protette contro le patologie che vanno a determinare una perdita di volume cerebrale, come accade proprio con la malattia di Alzheimer. Nonostante una signfiicativa differenza rilevata dallo studio, i ricercatori, però, non hanno ancora ben capito come il gruppo sanguigno può influire sullo sviluppo del sistema nervoso centrale degli individui.

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Articolo pubblicato il 5 giugno 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.