Cosa spinge un giocatore d’azzardo alla dipendenza?

gioco d'azzardo

Quanti voi non hanno tentato almeno una volta la fortuna al gioco? E pensiamo ad esempio alle lotterie istantanee dei Gratta e Vinci, alle estrazioni del Superenalotto o ad una combinazione vincente di numeri al Lotto.

Il problema non è il voler tentare la fortuna una volta ogni tanto (e magari regalarsi qualche piccola soddisfazione), il problema è quando il gioco innesca in noi un meccanismo di dipendenza dal quale diventa man mano sempre più problematico sganciarsi.

Esistono numerose tipologie di dipendenza, alcune molto più problematiche di altre soprattutto per quanto riguarda le nostre finanze. Per alcuni giochi, come ad esempio, le slot machine è molto più semplice entrare nel circuito vizioso della dipendenza: ma qual è il meccanismo che conduce un giocatore ad un comportamento ludopatico?

Una ricerca scientifica condotta presso l’Università di Kyoto ci svela qual è il processo cerebrale che si attiva quando un giocatore diventa compulsivo.

Lo studio condotto ha preso in considerazione 50 soggetti, solo la metà dei quali affetti da ludopatia. I partecipanti alla ricerca sono stati analizzati mediante una risonanza magnetica per individuare le aree del cervello coinvolte nei processi di scelta o motivazione durante il gioco. Nei giocatori compulsivi i ricercatori hanno individuato una attività diminuita nella corteccia prefrontale dorsolaterale del cervello, ovvero nell’area coinvolta dalla flessibilità cognitiva.

Questa condizione determina l’impossibilità da parte dei giocatori compulsivi di adattare il proprio comportamento al livello di pericolo che aumenta di volta in volta. Se da una parte, quindi, l’individuo sano è cosciente del rischio di cui si fa carico durante il gioco, dall’altro lato il giocatore compulsivo non dimostra lucidità cognitiva e non percepisce l’entità del rischio.

La tesi dei ricercatori, quindi, è che quando si diventa ludopatici, ovvero quando non si riesce a far meno dell’azzardo, non si riesce più a comprendere il reale pericolo di poter perdere dei soldi ma si continua nella logica del gioco ignorando le ripercussioni delle proprie scelte.

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Articolo pubblicato il 2 febbraio 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.