Danni al cervello per chi gioca a football americano

E’ uno degli sport più popolari, soprattutto in America, dove è una delle attività agonistiche più seguite, dal campo, così come anche dalle televisioni di casa; soprattutto, non è, di certo, il gioco più rischioso che esista in circolazione. Siamo tutti convinti, infatti, nell’affermare che esistono numerosi sport molto più pericolosi del football americano, eppure una recente ricerca scientifica condotta presso il Wake Forest Baptist Medical Centre ha confermato che il disputare anche una sola stagione sportiva di football americano può bastare a produrre delle anomalie nel cervello degli atleti.

Lo studio condotto ha preso in considerazione solo i giocatori che non avevano subito alcun tipo di infortunio durante la loro stagione, a causa del quale si potesse anche giustificare una particolare anomalia cerebrale. Per monitorare lo stato di salute del cervello dei 24 giocatori che hanno partecipato allo studio sono stati utilizzati degli appositi sensori, montati sui loro caschi, in grado di rilevare la forza dell’impatto di un contrasto subito durante le partite o durante gli allenamenti. Tra tutti i dati raccolti, il software utilizzato, l’Head Impact Telemetry System, poteva evidenziare anche il punto preciso dove il cranio veniva colpito durante i singoli urti. Gli atleti che hanno partecipato alla ricerca sono stati successivamente suddivisi in due gruppi: “heavy hitters” e “light hitters”, letteralmente “battitori pesanti” e “battitori leggeri”, in base alla frequenza elevata, o meno, del numero di contrasti rilevati. Al termine della stagione tutti gli heavy hitters hanno evidenziato dei cambiamenti concreti nella materia bianca del loro cervello (dove sono contenute le fibre nervose per far comunicare le diverse regioni cerebrali), conseguenza, appunto, dei ripetuti urti subiti durante la stagione. Al momento, comunque, i ricercatori non sono ancora in grado di verificare se le alterazioni riscontrate sono reversibili o meno e quanto i micro-cambiamenti rilevati possano essere innocui o davvero significativi per la salute degli atleti.

  • Ricerca di: Wake Forest Baptist Medical Centre
  • Conclusione: Numerosi urti o contrasti subiti, seppur in maniera ridotta, possono generare delle alterazioni significative al cervello