Il cervello divide i ricordi belli da quelli brutti!

E da questo punto di vista il funzionamento del nostro cervello è paragonabile alla nostra esigenza di mettere in ordine l’armadio della stanza magari con l’arrivo della nuova stagione: le maglie invernali le metto qui, gli indumenti primaverili li sistemo lì.

Sistemare tutto nel cassetto più appropriato, ecco come i ricercatori del Massachussets Institute of technology identificano il processo di conservazione dei nostri ricordi nella mente.

E’ la presenza di due neuroni a poter consentire questa fase di “stoccaggio”, ciascuno dei quali geneticamente programmati a conservare ricordi piacevoli e ricordi spiacevoli.

La scoperta scientifica pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience ha così identificato un gene deputato alla codificazione dei ricordi più belli (gene ppp1r1b) e quello demandato all’immagazzinamento delle memorie negative (gene rspo2). Secondo i ricercatori il cervello attiva ciascun neurone in base alla tipologia di ricordo vissuto ed, inoltre, è lo stesso cervello a cercare di mantenere un equilibrio costante tra le due parti. In caso di forte squilibrio tra ricordi gradevoli o meno, infatti, quando cioè una memoria può prevalere sull’altra, possono insorgere dei particolari disturbi dell’umore.

<<E’ un’altalena tra emozioni positive e negative, e forse l’ansia e la depressione sono il risultato di uno squilibrio tra questi due gruppi di neuroni>>, è questa la tesi degli esperti che confermano come i ricordi di emozioni positive o negative siano strettamente connessi al circuito cerebreale che ne conserva l’evento accaduto, ma anche lo stato mentale ad esso collegato.

Post Correlati

Articolo pubblicato il 20 Ottobre 2016 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.