Il comportamento antisociale conseguenza di un diverso sviluppo cerebrale

Un comportamento antisociale è parte di alcuni disturbi neuropsichiatrici che colpiscono indistintamente giovani e adulti “costringendoli” ad assumere atteggiamenti del tutto borderline di condotta sociale. Aggressività, mancanza di rispetto per regole e persone, indifferenza, irresponsabilità, impulsività, sono solo alcune delle caratteristiche di personalità di una persona antisociale.

Secondo uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista Journal of Child Psychology and Psychiatry e condotto presso l’Universita’ degli Studi di Roma Tor Vergata, una spiegazione dei comportamenti sociopatici è da rinvenire nell’anatomia del cervello dei soggetti coinvolti dal disturbo.

I ricercatori hanno, infatti, rilevato come il cervello di alcuni adolescenti con gravi comportamenti antisociali è molto differente dal punto di vista anatomico a quello degli adolescenti che non mostrano simili comportamenti. Come confermano gli esperti: “Nello specifico, abbiamo studiato lo sviluppo coordinato di numerose regioni del cervello, prendendo in riferimento in particolare lo spessore della corteccia cerebrale. L’idea alla base dello studio e’ che le regioni cerebrali che si sviluppano in modo simile abbiano spessori corticali di livello comparabile. Studi precedenti, nostri e di altri gruppi di ricerca, avevano gia’ dimostrato che l’amigdala degli adolescenti con gravi disturbi della condotta sociale presenta anomalie rispetto a quella di soggetti di pari eta’ che non dimostrano tali comportamenti. Tuttavia, ritenevamo troppo semplicistico ricondurre problematiche della condotta cosi’ complesse ad anomalie in una singola regione cerebrale, ancorche’ importante come l’amigdala, e infatti i nostri ultimi dati hanno chiaramente mostrato che il disturbo della condotta sociale coinvolge moltissime regioni del cervello che presentano cambiamenti anatomici di natura complessa e sfaccettata”.

Per giungere a questa tesi i ricercatori hanno coinvolto 58 giovani con disturbi sociopatici (33 in cui il problema è emerso da piccoli e 25 in cui il problema è comparso durante la fase adolescenziale) e 25 soggetti non affetti da alcuna problematica psichiatrica, utilizzando delle metodiche di risonanza magnetica per visualizzare la struttura cerebrale di entrambi i gruppi. I dati raccolti hanno confermato che negli individui del primo gruppo si presentava un numero di correlazioni più elevato della corteccia cerebrale, il che potrebbe essere una diretta conseguenza di alcune anomalie dello sviluppo cerebrale come, ad esempio, la perdita di spessore della corteccia. Di contro, per gli adolescenti in cui il disturbo compariva negli anni successivi di vita, il numero di correlazioni era molto più ridotto, anche qui, quindi, a causa di un differente sviluppo del cervello. E’ lo spessore della corteccia ad evidenziare nei soggetti una difformità nello sviluppo legata ad un numero imprecisato di connessioni presenti nel cervello.

Le differenze cerebrali rinvenute dallo studio dimostrano che la malattia neuropsichiatrica coinvolge necessariamente anche l’anatomia del cervello e che il disturbo della condotta sociale è un reale problema cerebrale e non, come alcuni sostengono, semplicemente una forma di ribellione o protesta del soggetto avverso alle regole della società.