Il successo del ballo di coppia è nel cervello

Per quale motivo alcune coppie sembrano più “portate” di altre nel ritmo della danza e nella perfetta sincronia? Esiste una qualche motivazione scientifica che possa spiegare il perchè c’è qualcuno che riesce perfettamente dove, invece, qualcun’altro sembra del tutto negato?

Una ricerca scientifica condotta presso l’Università Sapienza di Roma e pubblicata sulla rivista Nature Communications ha approfondito i legami del movimento corporeo sulla pista da ballo con l’attività cerebrale espressa dalla coppia, al fine di scoprire dove risiede il centro di coordinamento che permette d’integrare le azioni dei partner. Durante l’esperimento condotto è stato richiesto ai volontari di ballare con un partner virtuale mentre i ricercatori provavano ad inibire alcune specifiche aree cerebrali mediante una tecnica nota come stimolazione magnetica transcranica. Dallo studio si è evidenziato come è il solco intra-parietale anteriore del cervello a definire le capacità di coordinamento della coppia ma non anche a determinare i meccanismi di imitazione. Secondo i ricercatori, quindi, l’attività del ballo coordinato si manifesta attraverso un’interazione di coppia basata su un duplice fattore di coordinamento ed imitazione del movimento. Non basterebbe, quindi, conoscere al pieno il proprio partner o le diverse figure del ballo, per definire un buon grado di affiattamento ed evitare i “pestoni” sui piedi è necessario valutare anche la presenza delle differenti risorse cognitive e neurali della coppia.

  • Ricerca di: Università Sapienza di Roma
  • Pubblicata su: Nature Communications
  • Conclusione: L’affiatamento di coppia nel ballo dipende anche dai processi cognitivi

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Articolo pubblicato il 24 luglio 2015 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.