La poca luce ci rende meno intelligenti!

Vi è mai capitato di studiare di notte con la compagnia di una luce fioca o di lavorare in una condizione di semioscurità?

Per alcuni una situazione del genere facilita la concentrazione, ma in realtà l’esposizione ad una luce non forte riduce di circa un terzo le nostre capacità cognitive di apprendimento e di memoria.

E’ questa la conclusione di uno studio condotto presso la Michigan State University da un’equipe di neuroscienziati che ha sperimentato in laboratorio le diversità di performance di alcuni roditori quando esposti a luce fioca o a luce intensa. Dalla ricerca condotta è emerso che i roditori esposti a luce fioca per 4 settimane presentavano dei punteggi più bassi nei test di apprendimento e di orientamento spaziale rispetto ai topi esposti a luce intensa.

Come spiegano i ricercatori: “Quando abbiamo esposto i roditori a luce fioca riproducendo l’illuminazione diurna delle giornate nuvolose del Midwest o l’illuminazione artificiale degli ambienti interni, gli animali hanno mostrato un peggioramento nelle abilità spaziali. Uno po’ quello che accade agli esseri umani quando non riescono a trovare l’uscita in un parcheggio affollato dopo aver passato qualche ora in un cinema buio o in un centro commerciale”.

Ma qual è la spiegazione alla base della riduzione delle capacità cognitive? Secondo gli studiosi è il fattore neurotrofico derivato: una sostanza presente nel cervello che contribuisce a riscaldare le connessioni tra i neuroni dell’ippocampo. In assenza di luce, questa sostanza si riduce significativamente andando a ridimensionare le connessioni neurali.

Da qui la conclusione dei ricercatori: <<le condizioni di illuminazione influenzano le funzioni cognitive dei topi in un modo simile a quello osservato negli esseri umani, ovvero che condizioni di luce intensa siano più benefiche, in termini di performance cognitive, rispetto a condizioni di luce fioca>>.

Le capacità di memoria dei roditori sono comunque ritornate alla normalità dopo l’utilizzo di una luce più intensa per un periodo di altre 4 settimane. Il suggerimento degli esperti, comunque, è quello di evitare l’esposizione prolungata con un’illuminazione ridotta per non incorrere nel rischio di deterioramento cognitivo.

Se altri studi avevano condiviso il monito per un’esposizione eccessiva alla luce negli spazi in cui viviamo, in questo caso i ricercatori americani puntano il dito sull’errato utilizzo di luci fioche (come il lume di candela) che possono danneggiare le nostre abilità cognitive.