La scelta alimentare dei bambini è condizionata dalle mamme

In che misura una madre può condizionare le scelte di vita e di compartamento del proprio bambino? Crediamo che ogni genitore abbia la capacità di influenzare (in maniera positiva) le decisioni del proprio figlio, soprattutto nei primi anni d’età.

Ma è possibile che questo tipo di condizionamento si manifesti anche per quanto riguarda le scelte alimentari? A questa domanda hanno cercato di dare risposta i ricercatori dell’Università del Kansas realizzando uno studio scientifico poi pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Gli esperti hanno individuato, infatti, delle aree del cervello che si attivano in risposta ad un condizionamento esterno anche per ciò che concerne le scelte a tavola. La ricerca ha coinvolto 25 bambini, in età compresa tra 8 e 14 anni, chiedendo loro di dare un punteggio di preferenza relativamente ad alcuni cibi mostrati. In una seconda fase dello studio, invece, ai piccoli veniva richiesto di indicare quali fossero i propri desideri alimentari e quali cibi, invece, secondo il loro parere, gli alimenti che le loro madri avrebbero selezionato per loro.

Durante le scelte effettuate i bambini sono stati monitorati con delle scansioni di risonanza magnetica per verificare quale regione cerebrale venisse attivata ad ogni differente richiesta dei ricercatori. Dalle analisi condotte è emerso che le scelte personali dei bambini sono mediate dal gusto personale ma anche dall’idea di possibili preferenze delle madri ed attivano, rispettivamente, aree differenti del cervello: la corteccia prefrontale ventromediale è collegata alle scelte personali, la corteccia prefrontale dorsolaterale alle indicazioni provenienti dall’esterno.

Il dato più interessante della ricerca ha evidenziato che durante la scelta di un cibo la corteccia prefrontale dorsolaterale ha un’azione inibitoria sull’attività della corteccia prefrontale ventromediale dimostrando, quindi, un effettivo condizionamento sulle decisioni alimentari. Secondo i ricercatori, inoltre, questo tipo di indicazioni, seppur recepite nei primi anni di vita di un bambino, sono in grado di consolidarsi nel tempo producendo effetti di condizionamento anche in età adulta.