L’anemia come segnale di possibile demenza

L’anemia, ovvero la caduta del tasso di emoglobina (Hb) nel sangue, potrebbe aumentare il rischio di demenza negli individui. Una ricerca scientifica portata avanti dall’Università della California, coordinata dalla dottoressa Kristine Yaffe e pubblicata sulla rivista Neurology, ha evidenziato come ci sia una forte correlazione tra i livelli dei globuli rossi nel sangue e lo sviluppo della demenza.

La ricerca ha coinvolto più di 2.500 persone anziane (di età compresa tra i 70 e i 79 anni) che sono stati sottoposti a esami clinici per accertare il proprio tasso iniziale di emoglobina nel sangue. I risultati dello studio, hanno dimostrato, come, chi presentava una forma di anemia all’inizio della ricerca aveva un rischio maggiore di circa il 41% di sviluppare demenza, rispetto a chi non lo era. Alla fine dell’indagine, di 393 persone con precedente anemia, 89 persone (il 23%) hanno sviluppato la demenza. Sono i bassi livelli di ossigeno derivanti dall’anemia che giocano un ruolo fondamentale nella correlazione con la demenza: riduzioni di apporto di ossigeno al cervello, infatti, possono ridurre la capacità di memoria e le nostre abilità congnitive.

  • Ricerca di: Università della California
  • Pubblicata su: Neurology
  • Conclusione: Esiste un legame tra anemia e sviluppo della demenza

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Articolo pubblicato il 2 agosto 2013 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.