L’intelligenza è nello sbadiglio!

Quanto dura il vostro sbadiglio? C’è qualcuno di voi che si sia mai preso la briga di misurare il tempo del proprio sbadiglio? Crediamo di no, ma poi, perchè dovrebbe tornare utile farlo?

Una nuova scoperta scientifica proveniente dalla State University of New York conferma che la durata dello sbadiglio può essere considerata valido indicatore del nostro grado di intelligenza. Traducendo: maggiore è il tempo in cui siamo a bocca aperta, soggetti al riflesso forzato dello sbadiglio, maggiore è il numero di neuroni presenti nel nostro cervello.

La ricerca pubblicata sulla rivista Biology Letters, ha tentato di individuare una scala di intelligenza delle varie specie viventi sulla base della misurazione cronometrale dello sbadiglio. L’assunto principale è che gli esseri umani possono sbadigliare per un tempo molto più lungo degli animali confermando, quindi, la loro intelligenza superiore.

La spiegazione dei ricercatori è che la struttura cerebrale degli uomini è molto più complessa e necessita di una migliore circolazione e di un maggior raffreddamento da poter “catturare” proprio durante l’atto di sbadigliare. La formazione dello sbadiglio, infatti, viene ipotizzata come la necessità di regolamentazione della temperatura corporea e questa tesi (sebbene non confermata) spiegherebbe anche il perchè con una temperatura corporea più elevata il fenomeno dello sbadiglio è meno diffuso, diversamente dal periodo invernale in cui la temperatura del corpo è più bassa e lo sbadiglio è più ricorrente.

I risultati della ricerca condotta, e che ha coinvolto ben 24 specie diverse e l’analisi di più di 200 sbadigli, conferma che lo sbadiglio negli uomini è più lungo (7 secondi) di quello degli elefanti (6 secondi), di scimmie o di cammelli (5 secondi).

Come detto, la spiegazione delle differenze rilevate dallo studio è da attribuire ad una presenza più numerosa di neuroni nella corteccia cerebrale, il che darebbe evidenza di un maggior sviluppo del nostro sistema cognitivo.

La riprova, inoltre, riguarderebbe la comparazione degli sbadigli per diverse fasce d’età: lo sbadiglio di un adulto è più lungo di quello di un bambino, segnale di una struttura cerebrale maggiormente articolata ed evoluta negli anni.

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Articolo pubblicato il 6 Ottobre 2016 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.