L’obesità invecchia il cervello!

Non è la prima ricerca che va ad analizzare le possibili connessioni tra obesità e cervello, e, siamo sicuri, non sarà neanche l’ultima. Tutti gli studi condotti fin ora, però, giungono alla medesima conclusione: l’obesità fa male al nostro cervello andando a ridurne le potenzialità e condizionandone il naturale sviluppo.

Una nuova ricerca condotta presso l’Università di Cambridge e pubblicata sulla rivista Neurobiology of Aging conferma le tesi degli studi precedenti, arrivando alla conclusione che il cervello delle persone obese è più “vecchio”, rispetto alla media, di circa 10 anni.

Il processo di invecchiamento del cervello risulta naturale con l’avanzare dell’età, ma l’obesità può accellerare questa condizione. La ricerca ha voluto approfondire la struttura cerebrale delle persone (obese e non) andando a prendere come riferimento un campione di circa 500 persone nella fascia d’età 20-87 anni. I partecipanti allo studio sono stati divisi in due gruppi in base alla loro conformazione fisica: magri e in sovvrappeso. La differenza più evidente nell’analisi condotta è che il cervello delle persone grasse presenta una riduzione del volume della materia bianca, quel tessuto che ha la funzione di coordinare le diverse regioni cerebrali.

Un’età cerebale di 10 anni in più si può stimare nel confronto, ovvero una persona obesa di 50 anni ha un volume di materia bianca paragonabile a quello di una persona magra di 60 anni. Altro dato interessante rilevato dai ricercatori: l’obesità risulta condizionante per la salute del cervello soprattutto a partire dalla mezza età.

L’obiettivo dei ricercatori, adesso, è quello di capire se un’eventuale perdita di peso del soggetto obeso possa in qualche modo frenare il processo di invecchiamento o eventualmente renderlo reversibile.