Scoperto il perchè della fame chimica

Mai sentito parlare di “fame chimica”? La fame chimica è quell’attacco convulsivo di fame, che qualcuno di voi avrà sperimentato e qualcun’altro no, successivo all’assunzione di cannabis. Una fame davvero incontrollabile che si scatena nel fumatore e che rientra di diritto tra i principali effetti collaterali delle droghe leggere.

I ricercatori del NeuroCentre di Bordeaux hanno tentato di dare una spiegazione al fenomeno della fame chimica attraverso uno studio scientifico i cui risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience. La scoperta dei ricercatori è che il THC o tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis, oltre a determinare il forte senso di appetito va ad agire anche sui recettori del cervello responsabili della rilevazione degli odori. I ricercatori hanno dimostrato che l’attivazione di questi recettori cerebrali rinforza le capacità di individuazione olfattiva, il che porta ad un maggior consumo di cibo. I topi sui quali è stato portato avanti l’esperimento hanno confermato la tesi che il senso dell’odore causa un aumento dell’appetito; successivamente alla somministrazione di THC, infatti, tutti i topi “drogati” oltre all’odorare insistemente il cibo preparato dai ricercatori mangiavano tutti in modo estremamente vorace.

  • Ricerca di: NeuroCentre di Bordeaux
  • Pubblicata su: Nature Neuroscience
  • Conclusione: Il THC agisce sui recettori cerebrali dell’olfatto determinando un aumento dell’appetito

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Articolo pubblicato il 11 febbraio 2014 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.