Allarme infarto: il più delle volte è silenzioso!

Infarti e attacchi di cuore sono tra le cause principali di morte ogni anno, se non gestiti o controllati per tempo. E’ per questo che è buona norma, per tutti, soprattutto in età adulta, provvedere a dei controlli periodici sul proprio stato di salute e cercare di ridurre l’insorgenza dei fattori di rischio come colesterolo alto, sovrappeso, ipertensione.

Secondo una recente scoperta scientifica, però, circa la metà dei casi d’infarto (una percentuale del 45%) avviene in maniera del tutto improvvisa (silenziosa) senza presentare alcun segnale di allarme. Uno studio condotto presso il Wake Forest Baptist Medical Center della Carolina del Nord e pubblicato sulla rivista di settore Circulation conferma che molti attacchi di cuore avvengono in maniera del tutto asintomatica e, nella maggior parte dei casi, la causa dell’infarto non è rinvenibile neanche successivamente all’evento.

Analizzando un campione di circa 9500 persone, i ricercatori hanno individuato che una buona percentuale di essi aveva registrato degli infarti “silenziosi”, in misura molto simile a quelli che, invece, avevano subito un attacco cardiaco preannunciato dai classici sintomi come dolore al petto o fiato corto.

Perchè, però, l’infarto silenzioso risulta molto più pericoloso di un “normale” attacco di cuore? Perchè, secondo i ricercatori, si manifesta in maniera sempre più frequente (soprattutto negli uomini) ed aumenta il rischio di morte per cause cardiache. Come detto, infatti, non essendo riconoscibile a priori nè legato a dei possibili fattori di rischio risulta, per i medici, difficilmente prevenibile o trattabile.

Il più delle volte, inoltre, il paziente stesso, soggetto ad un infarto asintomatico, non viene curato allo stesso modo del paziente che ha subito un attacco cardiaco classico e, questa condizione, porta ad un aumento di circa il 34% del rischio di decesso dell’individuo.