Gli sbalzi di temperatura non aiutano il cuore!

Sempre più spesso, a causa soprattutto di importanti cambiamenti climatici insorti negli ultimi anni, è probabile che all’interno di una stessa giornata si avvertano importanti sbalzi di temperatura.

E’ ormai comune svegliarsi con delle temperature rigide, affrontare la metà mattinata ed il primo pomeriggio con un aumento considerevole di calore per poi ritrovarsi la sera a soffrire nuovamente il freddo e il gelo. Da qui, quindi, uno studio condotto presso l’Università del Michigan, ha voluto approfondire come le oscillazioni climatiche possano condizionare la salute del nostro organismo e, in particolare, del nostro cuore.

La ricerca ha coinvolto oltre trentamila persone del Michigan mettendo in relazione i dati degli attacchi cardiaci con le fluttuazioni giornaliere delle temperature esterne: da quella più alta a quella più bassa registrata proprio nel giorno dell’infarto.

Dallo studio condotto emerge che c’è un rischio più elevato per ogni sbalzo di almeno cinque gradi all’interno della stessa giornata. Inoltre, maggiore è lo scostamento tra la temperatura più alta e quella più bassa e maggiore è la probabilità che si presenti un evento cardiaco.

Se prima un maggiore numero di infarti si rapportava ad una temperatura più elevata del giorno, oggi diventa necessario prestare attenzione anche alle variazioni repentine della temperatura. Perchè come spiegano gli scienziati: <<il sistema cardiovascolare potrebbe risentire maggiormente, rispetto ad altri organi o apparati, di questi eventi che creano stress maggiori all’organismo>>.

Il meteo si conferma così un fattore di rischio importante per gli attacchi di cuore. Però, come ricordano anche gli esperti, prima di concentrarsi sulla variabile temperatura occorre ricordare che esistono numerosi fattori di salute (come il fumo o l’obesità) che sono molto più pericolosi per l’insorgenza di ictus o infarti e ai quali bisognerebbe prestare maggiore attenzione.