I succhi di frutta fanno bene o fanno male?

I succhi di frutta rientrano di diritto nella lista delle bevande più nutrienti adatte alla crescita del bambino, così come anche alla prevenzione e alla tutela della salute di ciascuno. Il merito? E’ da individuare nelle numerose qualità nutritive contenute nella frutta e separate, per diventare succo, dalla parte polposa.

Secondo una recente ricerca, però, anche un consumo non regolare dei succhi di frutta può incrementare il rischio di patologie cardiovascolari. E per un consumo non regolare intendiamo un abuso giornaliero dei succhi di frutta, di tipo industriale, che può definire, nel tempo, un aumento significativo della nostra pressione arteriosa.

La ricerca scientifica condotta presso la Swinburne University of Technology, in Australia, lancia l’allarme per la salute relativamente alle quantità di zucchero contenute nei succhi di frutta, pari, secondo gli scienziati, a quelle presenti in una bevanda meno nutriente come, ad esempio, la Coca-Cola.

Leggi la ricerca  Gli energy drink fanno male ai più piccoli

I succhi di frutta possono farci del male e il problema, come evidenziato anche dai risultati di ricerca ottenuti e pubblicati sulla rivista Appetite, è nell’aggiunta sregolata di zucchero da parte delle industrie nell’intento di rendere i succhi molto più gustosi del normale.

Lo studio ha rinvenuto oltre 7 cucchiai di zucchero e più di 100 calorie contenute in una quantità di succo di soli 250 ml, valori molto più elevati di quelli raccomandati dall’OMS. Secondo il dottor Matthew Pase, a capo della ricerca, un simile apporto nutritivo espone i consumatori non solo a rischi concreti per la salute del cuore, andando, di fatto, ad aumentare la pressione sanguigna centrale, ma anche all’eventualità di favorire l’insorgenza per gli individui di patologie come il diabete e l’obesità.