Il matrimonio fa bene alla salute del cuore

Come è cambiato negli ultimi decenni il concetto di matrimonio e di unione? Oggi divorzi e separazioni sembrano, purtroppo, all’ordine del giorno, e si vive con la consuetudine di un nuovo status di “famiglia moderna” che si impone sempre più con le sue diversità ed anomalie.

Ma per gli sposi che riescono a proseguire nell’intento del “finchè morte non ci separi”, anche la comunità scientifica è pronto ad affermarlo, la salute e le malattie del cuore, per loro, sembrano allontanarsi.

Una ricerca condotta dagli scienziati della New York University, dal Langone Medical Center, ha monitorato lo stato di salute del cuore di milioni di persone, suddivise per stato sociale, tra soggetti sposati, vedovi, single o divorziati.

Lo studio ha sottoposto gli individui ad una serie di esami in grado di valutare l’efficacia coronarica dei pazienti e gli eventuali rischi cardiovascolari presenti in ciascuno. Dall’analisi è risultato che le persone sposate presentano un rischio globalmente ridotto rispetto alle altre classi di vita sociale, rischio che andrebbe riducendosi nell’avanzare dell’età trascorsa insieme dalla coppia.

Se da giovani sposini, infatti, il rischio è del 12%, superati i 50 anni si riduce al 7%, oltre i 60 anni, addirittura, la probabilità di patologie cardiovascolari scende oltre la soglia del 4%. A risentire di rischi maggiori sarebbero proprio i divorziati e i vedovi, segno inequivocabile della presenza di un cuore non più in salute, ma in cerca di protezione.

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Articolo pubblicato il 1 aprile 2014 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.