Rischio maggiore di ictus con cellulari e computer

Il tungsteno può aumentare in maniera decisiva il rischio di ictus. Si, ma cos’è e come entriamo in contatto con il tungsteno?

Il tungsteno è un metallo duro, le cui proprietà rendono il suo utilizzo adatto in numerose applicazioni elettriche ed in diversi prodotti dell’industria tecnologica (cellulari o computer).

Secondo alcuni ricercatori dell’University of Exeter seguiti dalla dottoressa Jessica Tyrrell, la presenza di tungsteno in un organismo corrisponderebbe di fatto ad un rischio maggiore di ictus, rispetto a chi, invece, ha nel sangue dei livelli più bassi di concentrazione.

E i dati pubblicati sulla rivista scientifica Plos One prendono in esame uno studio realizzato su più di 8500 persone, tra i 18 e i 74 anni, le cui condizioni di salute sono state monitorate per più di 10 anni. Sebbene i livelli di tungsteno nell’organismo siano oggi ancora relativamente bassi, ma non per questo meno pericolosi, affermano i ricercatori che i valori di concentrazione sono destinati ad aumentare nel tempo di riflesso ad un uso sempre più pervasivo delle nuove tecnologie.

A maggior rischio sarebbero i bambini e futuri adulti ormai così quotidianamente a contatto con elevate quantità di tungsteno.

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Articolo pubblicato il 14 novembre 2013 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.