Allarme diabete: non c’è l’insulina per tutti!

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Sono i ricercatori della Stanford University in California a lanciare l’allarme pubblicando il loro studio sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology: il futuro dei diabetici sembra essere segnato perchè non c’è insulina per tutti.

L’insulina, come sappiamo, è l’ormone che regola la quantità di glucosio nel nostro sangue ed evita così di far innalzare i livelli di glicemia nel soggetto; per i malati di diabete l’insulina viene somministrata mediante iniezione in modo da riuscire a contenere il progresso della malattia ed evitare conseguenze molto più serie per la salute.

Entro il 2030, però, secondo la tesi dei ricercatori di Stanford, ci sarà insulina solo per il 50% dei malati.

Su 79 milioni di pazienti, infatti, solo la metà potrà avere accesso all’insulina, calcolando che, cosi come si prevede dai trend attuali, ci sarà un ulteriore richiesta del farmaco a causa dell’aumento dei malati di diabete 2. Come spiegano gli esperti, infatti: <<In gran parte del mondo l’insulina è scarsa e difficile da reperire per i pazienti. Il numero di adulti con diabete di tipo 2 dovrebbe aumentare nei prossimi 12 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’urbanizzazione e dei cambiamenti associati a dieta e attività fisica. A meno che i governi non intervengano>>.

La ricerca americana per poter arrivare a queste cifre ha analizzato ben 14 studi sulla popolazione mondiale di diabetici stimando la quantità di insulina necessaria da qui ai prossimi 12 anni. Secondo i dati di previsione, infatti, si passerà dalle attuali 526 milioni di fiale a 634 milioni nel 2030.

I Paesi più a rischio sembrano essere le zone meno sviluppate, come l’Africa, o i territori con un numero elevato di pazienti diabetici come Cina, India o Stati Uniti. Al momento, d’altronde, l’insulina rappresenta già un trattamento di cura lussuoso per i pazienti a causa di costi di produzione elevati.

Nel prossimo futuro, quindi, a meno di interventi importanti da parte dei Governi, la situazione non sarà per nulla rosea in termini di accesso al farmaco per le popolazioni più povere.

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Articolo pubblicato il 23 novembre 2018 da:

Stefania Via è nata a Roma il 22 giugno 1999. Dopo gli studi classici è attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Biotecnologie Mediche dell’Università Sapienza di Roma. Appassionata di scienza e serie tv, gestisce in autonomia il piano editoriale dei profili social del blog. Dal 2018 collabora all’attività editoriale del portale.