Scoperto il danno che la sigaretta provoca al nostro cervello

Non avrebbe alcun senso andare qui ad elencare tutte le ragioni (di salute) che dovrebbero spingere le persone a smettere con il vizio del fumo, e d’altro canto, non avrebbe neanche senso il voler sindacare le scelte o le abitudini di vita di ciascuno.

Quello che può essere utile, però, è condividere alcune ricerche scientifiche che mostrano in maniera evidente quali sono gli effetti negativi della sigaretta e quali gli organi che va a colpire gradualmente determinando l’insorgere di patologie o malattie più o meno gravi.

Secondo un recente studio condotto in Scozia alcune ripercussioni del vizio del fumo sono dirette al nostro cervello, andando a provocare l’assottigliamento dello strato più esterno della materia grigia cerebrale.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry, ha analizzato, mediante risonanze cerebrali, lo stato di salute del cervello di più di 500 soggetti con un’età media di 73 anni. Le persone coinvolte dalla ricerca erano tutte persone (tra cui fumatori, ex fumatori e persone che non avevano mai fumato) che in passato avevano partecipato ad un’iniziativa nazionale per il monitoraggio delle funzioni cognitive, lo Scottish Mental Survey.

Dalle analisi condotte si è evidenziato come i fumatori hanno, in media, una corteccia cerebrale molto più sottile di chi non ha mai fumato presentando uno strato corticale del cervello “consumato” dal vizio del fumo. Servirebbero, secondo lo studio, almeno 25 anni senza fumare per poter ottenere uno strato di materia grigia paragonabile a quello di chi non ha mai fumato in vita sua, ma le tempestiche, avvertono i ricercatori, risultano per lo più inefficaci quando si tratta di fumatori incalliti.