Ecco il perchè piacciono così tanto i cibi grassi!

Cosa ci porta a preferire un doppio hamburgher con ketchup o un maxi kebab ad un più salutare piatto di legumi o di verdure? La regola del “cibo più grasso vuol dire cibo più buono” non è comunque una norma condivisa da tutti, soprattutto perchè le nostre diverse scelte alimentari sono condizionate da numerosi fattori personali. La scelta di un piatto di patatine fritte invece che una fetta di carne bianca è da attribuire, quindi, a delle componenti culturali, ambientali, psicologiche, alcune anche strettamente legate al nostro profilo genetico.

Gli scienziati dell’università di Cambridge hanno voluto analizzare in maniera più approfondita il dna dell’individuo, proprio per individuare il processo genetico che conduce alla definizione finale dei differenti comportamenti alimentari.

Dai dati ottenuti dalla ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications, la scelta di un’alimentazione più “grassa” sembrerebbe essere legata ad alcune varianti del gene MC4R, che va a definire nel soggetto la predilezione di alcuni cibi piuttosto che di altri. Secondo la tesi dei ricercatori, infatti, le persone che presentano questa particolare mutazione in corrispondenza del gene MC4R sono soggetti ad un funzionamento differente dei normali circuiti neurologici.

L’alterazione genetica individuata comporta un mancato senso di sazietà ed appagamento della persona, se non con la scelta di mangiare alimenti grassi e super conditi, con le ovvie conseguenze di salute, però, che ne derivano per lo stato di forma del proprio organismo.

La conclusione a cui sono giunti gli scienziati conferma, inoltre, i precedenti risultati di ricerca ottenuti in merito allo studio del gene MC4R (o gene dell’obesità) e relativi ad anomali comportamenti alimentari rinvenuti in alcune razze animali.

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Articolo pubblicato il 6 ottobre 2016 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.