Il consumo di caffè è condizionato dai nostri geni?

Già alcuni ricercatori americani avevano deciso di analizzare le possibili relazioni tra il caffè, una delle bevande più amate al mondo, e il profilo genetico dei suoi consumatori. Oggi, un nuovo studio realizzato in collaborazione tra l’Università di Trieste e l’Università di Edimburgo prova a spiegare perchè il consumo individuale di caffè potrebbe essere condizionato dal nostro Dna.

Come è possibile, infatti, che per alcuni una sola tazza di caffè riesce a rilasciare la giusta energia per poter affrontare le faccende quotidiane, mentre per altri sono necessarie più e più tazzine durante tutto il corso della giornata? Secondo gli esperti è una variante del gene Pdss2 a poter attribuire un “valore” diverso alla caffeina che introduciamo nel nostro organismo.

I ricercatori hanno analizzato il genoma di alcuni cittadini italiani, residenti al nord e al sud Italia, verificando che, chi possedeva la particolare variante genetica poteva consumare un numero ridotto di caffè per poter affrontare la giornata. Lo stesso esperimento, successivamente, è stato condotto sui cittadini olandesi raggiungendo, seppur con alcune differenze dovute probabilmente alla qualità della bevanda, lo stesso risultato scientifico: in presenza della variante del gene Pdss2 le tazzine di caffè consumate sono in numero inferiore.

La spiegazione dei ricercatori per lo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports è legata al comportamento della variazione genetica: la mutazione, se presente, riduce la capacità delle cellule di metabolizzare la caffeina consentendo, quindi, un tempo più lungo di rilascio all’interno dell’organismo di alcuni individui.