Ricerca Alzheimer: scoperti nuovi sintomi utili alla diagnosi precoce della malattia

Quali sono i passi in avanti fatti dalla ricerca scientifica per contrastrare la malattia dell’Alzheimer? Si deve ad una recente ricerca condotta da medici e scienziati italiani dell’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’ospedale San Raffaele di Milano, la scoperta di un nuvo fattore condizionante per l’insorgenza della malattia dell’Alzheimer.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Neurology, ha approfondito i processi e i meccanismi sottesi alla diffusione della patologia di demenza nell’individuo andando ad evidenziare la presenza di particolari microvescicole, contenute nel liquido cerebrospinale, in grado di rivelare delle informazioni preziose sui malati di Alzheimer.

La conferma arriva da una ricerca condotta su più di 100 pazienti, alcuni in uno stato della malattia avanzato, altri, invece, in una fase primordiale in cui si manifestano appena i primi sintomi della patologia. In entrambi i gruppi coinvolti dai test i ricercatori hanno individuato un alto livello di un marcatore infiammatorio: delle particolari microvescicole derivanti dalle cellule microgliali, cellule che si occupano della principale difesa immunitaria attiva nel nostro sistema nervoso centrale.

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Da qui l’ipotesi dei ricercatori di aver rinvenuto un nuovo valore diagnostico per lo sviluppo dell’Alzheimer, verificando, inoltre, come la presenza delle microvescicole fosse anche correlata ai danni delle connessioni cerebrali strutturali nei pazienti. Individuare le microvescicole nel liquido cerebrospinale potrebbe quindi contribuire, secondo i ricercatori, ad una diagnosi precoce della malattia e a favorire cura e trattamenti terapeutici di prevenzione.