E se il DDT causasse l’alzheimer?

Un’accusa non da sottovalutare quella che punta il dito contro il DDT, uno degli insettici più usati in passato e, che, sebbene oggi messo al bando, continua ad essere impiegato in nazioni dove alcune malattie diffuse dagli insetti possono creare problemi ben più gravi della sua tossicità.

L’accusa arriva dai ricercatori americani del Robert Wood Johnson Medical School che indicano nel DDT, e nei pesticidi in genere, una certa correlazione con alcune malattie come il morbo di Alzheimer. La ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Jama Neurology ha analizzato più di 80 pazienti ammalati di Alzheimer confrontando i loro valori clinici con quelli di un gruppo sano. Lo studio ha evidenziato come i pazienti affetti dal morbo presentavano nel sangue livelli più alti di DDE, metabolita resistente del DDT, con valori pari a quasi quattre volte i valori normali. Livelli elevati di DDT, secondo i ricercatori, aumentano e non poco il rischio di ammallarsi di Alzheimer, e la presenza di DDE identifica un forte fattore di rischio ambientale per contrarre la malattia.

  • Ricerca di: Robert Wood Johnson Medical School
  • Pubblicata su: Jama Neurology
  • Conclusione: Elevati livelli del metabolita DDT nel sangue favorisce il rischio di Alzheimer

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Articolo pubblicato il 28 gennaio 2014 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.