E se non fosse un’intolleranza al glutine?

glifosato

Il problema della celiachia, o comunque dell’intolleranza al glutine, è sempre più diffuso.

Si calcola che oggi il 5% della popolazione mondiale è intollerante al glutine e che questa stima sia destinata a crescere nel prossimo periodo.

La risposta moderna alla celiachia è quella di immettere sul mercato nuovi prodotti senza glutine in grado di rispondere al fabbisogno alimentare dei celiaci, ma non di certo di combattere o di analizzare in maniera più trasversale il problema.

Ma immaginiamo solo per un attimo che non è il glutine la causa della nostra intolleranza alimentare, ma che sia, di fatto, un altro fattore (esterno) fino adesso del tutto sottovalutato.

E’ questa la scioccante conclusione proveniente dallo studio di 300 ricerche sull’argomento e pubblicata sulla rivista Interdisciplinary Toxicology: non è il glutine il nostro fattore killer ma è il glifosato, un ingrediente attivo nell’erbicida Roundup, la causa principale di questa “epidemia”.

Ma come è possibile mettere sullo stesso piano glutine e glifosato, che a ben vedere sono due sostanze del tutto differenti? Il fatto che i sintomi indotti da un’intolleranza al glutine siano praticamente gli stessi di quelli riportati dagli animali esposti al glisofato, potrebbe aiutare ad accendere in noi una lampadina.

Entrambi, infatti, sia la celiachia che il glifosato sono associabili a degli squilibri dei batteri intestinali, così come già appurato da uno studio scientifico sul sistema digerente dei pesci.

Un altro fattore di contesto da non sottovalutare è l’aumento delle diagnosi di celiachia e di intolleranza al glutine proporzionale all’incremento di utilizzo del glifosato nell’agricoltura moderna.

Il processo di contaminazione, poi, quello è abbastanza prevedibile: i terreni di pascolo sono trattati con il glifosato, gli animali mangiano il raccolto contaminandosi a loro volta, nel momento in cui noi ingeriamo cibi di origine animale, come ad esempio la carne, il glifosato entra nel nostro organismo provocando danni seri al nostro sistema digestivo.

I ricercatori, per lo più indipendenti, hanno stilato una serie di punti in grado di sostenere la propria tesi e di poter confermare l’inquinamento dell’organismo da glifosato, evidenziando numerose similitudini tra i due elementi.

E non è di certo un caso, ad esempio, che diversi problemi di salute associati alla celiachia, come l’infertilità o l’aborto o l’insorgenza di cancro, possono essere motivati con la presenza del glifosato sui nostri raccolti.

L’obiettivo dello studio, che non ha ottenuto alcuna visibilità da parte della comunità scientifica o dei media stessi, è soprattutto quello di lanciare un allarme sull’utilizzo del glifosato, definito di recente cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e sul suo ruolo nelle intolleranze alimentari.

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Articolo pubblicato il 30 novembre 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.