Il ballo sardo aiuta a combattere il Parkinson!

ballu tundu

Canta che ti passa“, si dice a volte, per cercare di esortare una persona a staccare la mente e a mettere da parte i suoi problemi. Ma se sono problemi di salute, invece, più che cantare bisognerà, forse, iniziare a ballare!

E’ questa la conclusione di uno studio condotto dall’Università di Cagliari e che a breve sarà pubblicato sulla rivista di settore Journal of Alternative and Complementary Medicine.

Il Sardinian Folk Dance for Individuals with Parkinson’s Disease: A Randomized Controlled Pilot Trial, questo il nome dello studio recentemente condotto in Sardegna, conferma che ballare può favorire la riabilitazione dei pazienti affetti da Parkinson.

E’ il “Ballu tundu” (o anche detto in italiano il ballo tondo) l’arma in più, un tipico ballo sardo. che si sviluppa appunto in cerchio, che potrà ben presto essere elencato tra le pratiche di maggior efficacia per i disturbi della malattia.

Basterebbero tre mesi continuativi di ballo sardo in tondo per migliorare l’equilibrio e la mobilità dei pazienti oltre che la loro qualità di vita.

E per qualità di vita ci riferiamo a disturbi come depressione o apatia che sono strettamente collegati alla malattia del Parkinson e che ne condizionano il decorso.

I dati positivi ottenuti fin adesso dalla ricerca riguardano una sperimentazione che ha coinvolto venti pazienti sardi con una diagnosi di malattia di Parkinson da quasi 5 anni e che sono stati oggetto di studio per una durata di quasi due anni.

Per tutti loro, quindi, lo studio condotto non ha previsto nessun farmaco, nè noiosi esercizi fisici di riabilitazione, ma solo la possibilità di scatenarsi in pista in compagnia!

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Post pubblicato il 27 Novembre 2018 da: