L’helicobacter protegge le donne dalla sclerosi multipla

In quanti di voi hanno sentito parlare almeno una volta dell’helicobacter pylori? Se questa parola non vi dice nulla, buon per voi, vorrà dire che non avete mai sofferto fino ad oggi di fastidiosi problemi di stomaco. L’helicobacter è un batterio situato nello stomaco umano (si calcola che una persona su 2 lo ospiti nel proprio stomaco incosapevole della sua presenza).

Il batterio è la causa principale delle ulcere gastriche e delle gastriti e una sua non cura può comportare danni seri di salute all’organismo. Attenzione, però, il batterio non sempre rappresenta una minaccia reale per l’individuo, e non è detto che la sua presenza possa, poi, generare dei disturbi intestinali per il soggetto. Quello che è certo, però, e ne è valso un premio nobel per la medicina, è che il batterio dell’Helicobacter pylori esiste e che circa il 90% delle ulcere duodenali e l’80% di quelle gastriche sono proprio di origine infettiva.

Uno studio scientifico pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry e condotto dai ricercatori della University of Western Australia potrebbe, però, rivalutare l’utilità della presenza del batterio nell’organismo, almeno per le donne. I ricercatori australiani hanno messo in relazione il batterio con la malattia neurologica della sclerosi multipla cercando un nesso che potesse, in qualche modo, validare le loro ipotesi scientifiche.

Nel periodo tra il 2007 e il 2011 gli scienziati hanno verificato la presenza del batterio negli individui affetti dalla sclerosi multipla confrontando le stime ottenute con quelle degli individui sani. Dalle analisi raccolte è emerso un ruolo quasi protettivo dell’infezione da Helicobacter pylori nei confronti della malattia della sclerosi multipla, rilevando una minore disabilità nelle portatrici (donne) dell’infezione.

Esiste, quindi, una sorta di relazione inversa tra l’infezione da helicobacter e la sclerosi multipla, e un simile legame ha una maggiore prevalenza nel sesso femminile. Al momento i ricercatori non hanno ancora ben compreso da cosa possa scaturire l’effetto protettivo e come mai questa relazione emerga principalmente con le donne.

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Articolo pubblicato il 21 gennaio 2015 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.