La malattia del Parkinson potrà svelarla la saliva

Una recente scoperta scientifica realizzata in Italia dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma è in grado di dimostrare come, con un semplice esame della saliva, è possibile diagnosticare la malattia del Parkinson ed analizzarne anche lo stato di evoluzione nel paziente.

La scoperta riguarda una particolare proteina l’alfa-sinucleina che nei pazienti affetti da Parkinson risulta in concentrazione ridotta. La proteina in oggetto contribuisce al rilascio dei neurotrasmettitori fra le terminazioni nervose favorendo lo scambio di comunicazione tra gli organi ed aiutando la trasmissione della dopamina, utile a gestire il controllo dei movimenti del corpo.

E’ possibile, quindi, secondo gli esperti, misurare la presenza di questa proteina direttamente tramite la saliva utilizzando, quindi, un marker meno invasivo di quello abituale legato all’analisi del liquor tramite puntura lombare.

Come confermano i ricercatori, la scoperta tutta italiana “rappresenta un grosso passo avanti rispetto alle complesse misurazioni di scarsa maneggevolezza effettuate finora nel liquor tramite puntura lombare, che è invasiva, dolorosa e scarsamente ripetibile. Da tempo la comunità scientifica è alla ricerca di un biomarker capace di aiutare il medico nella diagnosi e nella valutazione dell’evolvere della malattia: ora abbiamo dimostrato che, rispetto a soggetti sani di pari età, nei pazienti Parkinson si riduce l’alfa-sinucleina e ciò è rilevabile direttamente nella saliva, e tale parametro si correla proporzionalmente alla gravità del quadro motorio”. Come ovvio che sia, adesso bisognerà, però, attendere nuove conferme scientifiche da studi collaterali in grado di confermare i risultati ottenuti.