Un nuovo farmaco per ripulire il cervello malato dall’alzheimer?

E sarà, forse, un nuovo farmaco di produzione americana a frenare l’insorgenza della malattia della demenza? Secondo la rivista scientifica Nature (che ha voluto dedicare alla notizia la sua prestigiosa copertina), siamo di fronte ad un vero e proprio <<Attacco all’Alzheimer>>, anche se la comunità dei neurologi preferisce mantenere a freno l’entusiasmo.

E’ in sperimentazione un nuovo anticorpo, l’Aducanumab, che secondo i primi risultati sembrerebbe in grado di ripulire il cervello malato dalla proteina beta-amiloide, considerata la principale causa della demenza negli individui affetti da alzheimer.

Ma qual è il motivo per il quale gli scienziati tendono a frenare l’ardore della scoperta? Il farmaco, in realtà, è davvero in grado di distruggere la beta-amiloide, ma non esiste ancora conferma di una sua efficacia per i problemi di memoria o di demenza del paziente. I risultati ottenuti in fase di sperimentazione 1 hanno dimostrato la riduzione della proteina dannosa, accreditando il farmaco Aducanumab come il più efficace in uso. L’Aducanumab è stato somministrato a 103 pazienti dei 165 totali, una volta al mese per un periodo massimo di quattordici mesi, ed i risultati ottenuti hanno confermato i riscontri già registrati sul modello animale.

Leggi la ricerca  Bere birra per combattere Alzheimer e Parkinson

A questo punto, però, alcune osservazioni sono doverose e trovano giustificazione nel dibattito che ha interessato la comunità scientifica: innanzitutto non si possono non considerare i diversi effetti collaterali che hanno accompagnato la sperimentazione dell’anticorpo, così come anche le numerose ipotesi dei ricercatori secondi i quali la beta-amiloide non è la reale causa dei disturbi cognitivi.

Il risultato incoraggiante ottenuto in fase 1 verrà adesso confrontato con le altre due fasi di sperimentazione in corso su circa 3000 pazienti in Europa e l’attesa per la conferma di una scoperta rivoluzionaria per la lotta all’alzheimer è prevista solo per il 2020.