Dimenticate i nomi delle persone? Ecco di chi è la colpa!

vuoto di memoria

La scena che si mostra ai nostri occhi è più o meno questa e chissà quante volte ci sarà successa: un conoscente ci scorge da lontano e si avvicina per salutarci ma noi piombiamo nell’imbarazzo più assoluto perchè non ci ricordiamo qual è il suo nome.

A chi di voi non è mai capitato un vuoto di memoria? Perchè in occasioni del genere non riusciamo mai a ricordare i nomi delle persone?

Una ricerca scientifica realizzata presso l’Università di Manchester, e pubblicata sulla rivista Cerebral Cortex, prova a fare luce su questa problematica di memoria cercando un colpevole per spiegare le nostre dimenticanze.

I ricercatori sono convinti: la colpa è da attribuire al lato sinistro del nostro cervello, ovvero a quell’area che racchiude la cosiddetta memoria semantica.

Lo studio condotto ha analizzato le performance cognitive di 41 soggetti, affetti da grave epilessia, ai quali era stata asportata una parte del cervello per riuscire a mettere fine ai numerosi attacchi epilettici che subivano giornalmente. Ai pazienti ritornati alla loro routine quotidiana, dopo l’operazione, sono state mostrate alcune foto di personaggi famosi come attori di successo o come la regina d’Inghilterra.

A metà dei soggetti durante l’intervento era stata asportata parte del lato sinistro del cervello, all’altra metà la parte corrispondente però del lato destro. I risultati dello studio hanno dimostrato che il problema di ricordare i nomi era condiviso solo dai pazienti operati al lato sinistro del cervello e non anche da quelli operati al lato destro.

I ricercatori hanno spiegato così la conclusione del proprio studio: <<la ricerca per la prima volta ha mostrato che, almeno per la memoria semantica, entrambi i lati del cervello svolgono un ruolo importante dal punto di vista visivo e verbale. C’era, però, una differenza: quando si trattava di espressione verbale della memoria semantica stessa, che riguardava più la chirurgia sul lato sinistro del cervello>>. In altre parole, quindi, sebbene l’intero cervello è coinvolto dall’esperienza di ricordo, solo la parte sinistra di esso va ad immagazzinare la semantica che è legata a quel ricordo e che traduce in una espressione verbale, appunto in un nome.

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Articolo pubblicato il 29 gennaio 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.