L’aiuto della curcuma per la nostra memoria!

curcuma

Tutti noi conosciamo la curcuma come uno degli ingredienti principali del curry: una polverina di color giallo-senape (fortemente profumata) con la quale regaliamo un maggior sapore ai nostri piatti.

Come la maggior parte delle spezie, anche la curcuma ha le sue peculiarità di salute, alcune già evidenziate dalla scienza, qualità che vanno al di là del puro piacere del palato e favoriscono, invece, numerosi giovamenti per corpo e mente.

Una recente ricerca scientifica pubblicata sull’American Journal of Geriatric Psychiatry ha dimostrato il potenziale benefico delle curcuma per le nostre capacità di memoria e di attenzione e per il miglioramento del nostro umore.

Gli scienziati hanno analizzato gli effetti dell’assunzione di integratori a base di curcuma su degli adulti compresi nella fascia d’età fra i 51 e gli 84 anni e confrontato i dati ottenuti con quelli del gruppo di controllo al quale, invece, è stato somministrato un placebo. I risultati della ricerca hanno dimostrato evidenti miglioramenti nelle facoltà cognitive degli individui: la capacità di memoria è migliorata in media del 28% in 18 mesi per i pazienti che avevano assunto la curcuma. I ricercatori, inoltre, hanno riscontrato nei soggetti anche dei piccoli miglioramenti a livello di umore.

<<Esattamente come la curcumina eserciti i suoi effetti non ci è dato di sapere, ma potrebbe essere dovuto alla sua capacità di ridurre l’infiammazione cerebrale, che è stata collegata sia al morbo di Alzheimer che alla depressione maggiore>>, queste le conclusioni degli esperti che hanno anche registrato, grazie a delle scansioni cerebrali sugli individui, una riduzione delle placche beta-amiloidi e tau, proteine che formano anomali ammassi nel cervello nei pazienti affetti dall’Alzheimer.

Lo studio, al momento, è stato realizzato solo su un campione ridotto di persone e, pertanto, il prossimo passo è allargare il bacino di analisi per definire quali sono i reali benefici della spezia. Si sono, però, registrati degli effetti collaterali durante la fase di ricerca: alcuni soggetti coinvolti nella ricerca hanno, infatti, segnalato alcuni problemi di mal di stomaco e nausea seppur in maniera ridotta.

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Articolo pubblicato il 24 gennaio 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.