Vuoti di memoria, ecco la spiegazione!

Vi è mai capitato di ricordare di fare una determinata cosa, di andare nel posto dove dovreste farla e quando siete lì di rendervi conto di aver dimenticato cosa stavate per fare?

Sono i vuoti di memoria che ci colpiscono, a volte, prima di fare una determinata azione, una sorta di breve amnesia, della durata di pochi secondi o anche più, che ci blocca e ci spinge a domandare “ma cosa dovevo fare?” o “perchè sono qui?”.

I ricercatori dell’Università di Notre Dame negli Stati Uniti hanno provato a dare una risposta ai nostri vuoti di memoria arrivando alla conclusione che è lo spostamento da un luogo ad un altro o da una stanza ad un’altra a determinare l’oblio.

Secondo lo studio condotto, infatti, la memoria e tutte le informazioni in essa contenute sono condizionate dallo scenario in cui affiorano e, di conseguenza, al mutare dello scenario muta anche la memoria del luogo.

La nostra mente, quindi, caricherebbe in memoria una determinata informazione reperibile soltanto nel contesto in cui la situazione ha avuto origine (il ricordo di dover fare qualcosa), per poi arrivare ad eliminarla nel momento in cui cambiamo il nostro scenario (vuoto di memoria).

La motivazione di questo meccanismo, secondo i ricercatori, risiede nell’obbligo per la nostra memoria di caricare solo le informazioni davvero utili e di cancellare, invece, quelle non più necessarie

Post Correlati

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2014 da un nostro autore

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.