Alcol in gravidanza? Assolutamente no!

Sembra davvero che le future mamme italiane non siano realmente preoccupate per il benessere del loro bambino o che, forse, non siano adeguatamente informate sui rischi del feto in sviluppo. Sono questi i risultati, non positivi, di un’analisi condotta dall’IIS (Istituto superiore di sanità) in uno studio che conferma il consumo di alcol eccessivo tra le donne in gravidanza.

La convinzione comune (per il 50-60% delle donne) è che continuare a bere alcol, seppur in misura ridotta rispetto alle normali abitudini, possa non nuocere al bambino. Tutt’altro, spiegano gli esperti, il periodo della gravidanza è il periodo a maggior rischio per la salute di un figlio con possibili gravi ripercussioni sullo sviluppo di alcuni suoi organi vitali.

I primi giorni dopo il concepimento (10-15 giorni), infatti, rappresentano il periodo in cui si formano organi fondamentali come il cuore e il cervello e smettere di bere, quindi, deve rappresentare l’indicazione di prevenzione migliore. Il problema, però, è che molte volte sono le giovani mamme a non sapere ancora di essere incinta e, pertanto, continuano nelle loro abitudini inconsapevoli dei possibili rischi per il nascituro. E questa situazione, inoltre, è favorita dal fenomeno dell’abuso giovanile di alcol che sembra non avere freno negli ultimi anni e che coinvolge diverse fasce d’età, anche in età minore.

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Il consiglio degli esperti, quindi, è quello di cercare di controllare periodicamente i propri cambiamenti fisiologici (per evitare possibili “sorprese” dell’ultim’ora) o, nel caso di gravidanza programmata, di smettere di bere sin da subito.

Non è un caso, inoltre, che numerose donne, con una media di 3 o più bicchieri di alcol al giorno, possano andare incontro ad episodi di aborto a causa proprio dell’azione di tossicità che viene esercita sul feto.

Ma quali sono i rischi a cui va incontro il bambino? Il presupposto da cui dover partire è che l’alcol che viene ingerito dalla madre arriva al feto nella medesima concentrazione, con l’unica differenza che il bambino non è ancora in grado di metabolizzarlo. Questa condizione comporta un’ovvia compromissione dei normali processi di sviluppo generando delle possibili ripercussioni sia da un punto di vista fisico che mentale.

Malformazioni, deficit cognitivo, disturbi dell’attenzione, iperattività, questi sono solo alcuni dei sintomi che possono manifestarsi in futuro nel bambino e che potrebbero essere semplicemente evitati scegliendo l’astensione dal bere nel corso della gravidanza.