Esiste un legame tra autismo e pesticidi?

Forse a preoccuparsi maggiormente dovrebbero essere le mamme in attesa che risiedono in aree agricole o comunque nei pressi di campi trattati con pesticidi chimici.

Non che le aree urbane, poi, mettano al riparo dalle inalazioni di sostanze nocive o comunque inquinanti, ma l’allarme da parte dei ricercatori del Mind Institute dell’Università della California è principalmente per le donne in gravidanza che vivono in un raggio di circa 1 km e mezzo da aree probabilmente “contaminate”.

Esiste un legame, comprovato da una ricerca scientifica condotta e pubblicata su Environmental Health Perspectives, secondo il quale una maggiore esposizione ai pesticidi chimici agricoli, sia per contatto che per vicinanza, può generare un rischio maggiore di autismo o di ritardo mentale nei nascituri.

Lo studio condotto su un campione di circa mille famiglie, tutti con bambini piccoli affetti da sindrome autistica, ha confrontato alcuni dati personali delle mamme (esempio, l’indirizzo di residenza nel periodo di pre-concepimento) sovrapponendoli con quelli della mappa d’utilizzo dei pesticidi in California.

Dal confronto è emerso non solo che la causa dei possibili disturbi mentali nei bambini è probabilmente dovuta al contagio per la madre con una tipologia specifica di pesticidi che utilizza il principio attivo del clorpirifos, ma anche che l’incidenza è maggiore, così come il rischio di autismo, dal quarto mese di gravidanza in poi.

Il rischio di disturbi autistici, infatti, secondo i ricercatori, è di circa il 60% in più per una donna in gravidanza che vive in prossimità di zone esposte all’uso di pesticidi chimici.