Il dolore è sia per i grandi che per i piccoli

Se una tesi scientifica condivisa ampiamente tra gli studiosi afferma della non sensibilità ai dolori per i neonati, un nuovo studio inglese è in grado di confutare quanto creduto fino ad oggi. La motivazione scientifica alla base della convizione accettata formalmente dalla comunità degli scienziati è che i più piccoli non possiedono uno sviluppo cerebrale tale da poter consentire una risposta concreta ad uno stimolo doloroso. Ed è per questo, quindi, che il più delle volte, quando un neonato si trova ad affrontare una terapia dolorosa non vengono previsti degli interventi con antidolorifici in grado di poter alleviare le possibili sofferenze.

E se, invece, ci fosse un errore di valutazione? Se, in realtà, una stimolazione dolorosa può essere prevista in misura evidente anche nei soggetti più piccoli? Questa l’ipotesi scientifica della recente ricerca condotta presso l’Università di Oxford e pubblicata sulla rivista eLife. Lo studio ha coinvolto ben 10 neonati e 10 individui adulti monitorando in ciascuno di essi, mediante risonanza magnetica, l’attività cerebrale come risposta a degli stimoli indotti (il tocco di un bastoncino su un piede durante la fase di sonno). Dai risultati raccolti dalla ricerca non solo si è evidenziata un’evidente attivazione delle aree del cervello nei neonati come conseguenza al “disturbo” realizzato, ma anche che la risposta nei più piccoli avviene anche su stimolazioni di entità inferiore rispetto a quelle più intense realizzate negli adulti. Come dire, quindi, anche i bambini piccoli provano dolore e la loro sensibilità cerebrale, inoltre, risulta maggiore di quella di noi adulti.

  • Ricerca di: Università di Oxford
  • Pubblicata su: eLife
  • Conclusione: Anche nei neonati è presente uno sviluppo cerebrale tale da rispondere alla stimolazione dolorosa