No al nido: se il bimbo resta a casa è più intelligente!

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Nido si o nido no, tutte le famiglie con un bimbo piccolo si saranno poste questo interrogativo valutando i pregi e i malus della scelta. E questo studio, allora, sarà utile a chi è ancora indeciso sul da farsi e attende un parere in merito da parte degli esperti.

Secondo una ricerca scientifica condotta presso il dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna e che ha coinvolto circa 500 famiglie, i bambini che vengono portati al nido prima dei due anni presentano un quoziente intellettivo più basso di 5 punti rispetto a quelli che rimangono più tempo a casa.

Qual è la motivazione principale di questo gap? L’ambiente di casa è maggiormente stimolante per il piccolo e nella prima fase della sua crescita è il rapporto con le persone adulte (padre, madre, nonni, zii…) a migliorare le sue capacità cognitive e non gli spazi condivisi con altri bambini.

Questa condizione sembra concretizzarsi soprattutto nei figli delle famiglie culturalmente ed economicamente più avvantaggiate, a differenza dei piccoli che vengono da situazioni domestiche più precarie e che, di contro, confermano al nido una crescita migliore. Come spiegano gli esperti: <<Il nostro campione ha incluso famiglie benestanti con tutti e due i genitori che lavoravano e un reddito medio di circa 80.000 euro annui. I figli di queste coppie sono molto stimolati e non possono essere paragonati ai primi in graduatoria, che arrivano da contesti svantaggiati. Quando l’ambiente familiare è stimolante, per lo sviluppo cognitivo del bimbo è più importante l’interazione uno a uno con l’adulto. Quelle con i coetanei sono invece pressoché nulle>>.

Esiste, però, anche un contro nella scelta di “trattenere” il figlio in casa per più tempo: secondo i dati raccolti dello studio ad una maggior indice di QI corrisponde anche una problematica di obesità e sovrappeso nei piccoli. In conclusione: un miglior sviluppo cognitivo nel bambino in casa viene pagato al prezzo salato di un’educazione alimentare meno sana e costrittiva di quella prevista nel nido.

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Post pubblicato il 20 Ottobre 2017 da: