No al nido: se il bimbo resta a casa è più intelligente!

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Nido si o nido no, tutte le famiglie con un bimbo piccolo si saranno poste questo interrogativo valutando i pregi e i malus della scelta. E questo studio, allora, sarà utile a chi è ancora indeciso sul da farsi e attende un parere in merito da parte degli esperti.

Secondo una ricerca scientifica condotta presso il dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna e che ha coinvolto circa 500 famiglie, i bambini che vengono portati al nido prima dei due anni presentano un quoziente intellettivo più basso di 5 punti rispetto a quelli che rimangono più tempo a casa.

Qual è la motivazione principale di questo gap? L’ambiente di casa è maggiormente stimolante per il piccolo e nella prima fase della sua crescita è il rapporto con le persone adulte (padre, madre, nonni, zii…) a migliorare le sue capacità cognitive e non gli spazi condivisi con altri bambini.

Questa condizione sembra concretizzarsi soprattutto nei figli delle famiglie culturalmente ed economicamente più avvantaggiate, a differenza dei piccoli che vengono da situazioni domestiche più precarie e che, di contro, confermano al nido una crescita migliore. Come spiegano gli esperti: <<Il nostro campione ha incluso famiglie benestanti con tutti e due i genitori che lavoravano e un reddito medio di circa 80.000 euro annui. I figli di queste coppie sono molto stimolati e non possono essere paragonati ai primi in graduatoria, che arrivano da contesti svantaggiati. Quando l’ambiente familiare è stimolante, per lo sviluppo cognitivo del bimbo è più importante l’interazione uno a uno con l’adulto. Quelle con i coetanei sono invece pressoché nulle>>.

Esiste, però, anche un contro nella scelta di “trattenere” il figlio in casa per più tempo: secondo i dati raccolti dello studio ad una maggior indice di QI corrisponde anche una problematica di obesità e sovrappeso nei piccoli. In conclusione: un miglior sviluppo cognitivo nel bambino in casa viene pagato al prezzo salato di un’educazione alimentare meno sana e costrittiva di quella prevista nel nido.

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Articolo pubblicato il 20 ottobre 2017 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.