Parlare al bimbo nella pancia della madre: quanto è importante?

parlare al feto

Diciamoci la verità: quale coppia che è in attesa non lo fa? Sono tanti i genitori che durante i mesi della gravidanza parlano per ore e ore con il proprio piccolo mentre è ancora in grembo raccontandogli un pò della vita o della giornata trascorsa da mamma e papà.

Adesso qui vorremmo evitare di mettere l’uno contro l’altro il sapere della scienza e l’amore incondizionato di un genitore, ma a quanto pare parlare al proprio figlio mentre è ancora nel pancione della madre sembrerebbe del tutto inutile. E’ solo un falso mito, conferma uno studio scientifico condotto dall’equipe dell’Institut Marquès sull’udito del feto: il feto non riesce a percepire i rumori che provengono dall’esterno.

La ricerca scientifica ha coinvolto delle pazienti tra la 14esima e la 39esima settimana di gestazione. Per portare avanti questo studio gli esperti hanno realizzato uno specifico dispositivo in grado di trasmettere musica per via intravaginale: il Babypod, questo il nome del dispositivo, poteva emettere onde sonore fino ad un massimo di potenza di 54 decibel, ovvero il livello di una normale conversazione.

Durante le fasi di studio i ricercatori hanno realizzato delle ecografie per monitorare eventuali movimenti del feto contestualmente ad un ascolto addominale e un ascolto vaginale della musica.

Durante l’ascolto vaginale l’87% dei feti coinvolti ha reagito con dei movimenti, durante l’ascolto addominale, invece, non sono stati osservati cambiamenti. Come spiegano anche i ricercatori: <<Grazie all’invenzione di un dispositivo vaginale, Babypod, abbiamo dimostrato che i feti possono sentire dalla settimana 16, quando misurano 11 centimetri, solo se il suono proviene direttamente dalla vagina i feti riescono a malapena a sentire il rumore che proviene dall’esterno. Quindi, possiamo dire che il mito di parlare alla pancia delle donne incinte è storia passata>>.

Come detto, quindi, quando lo stimolo di ascolto era intravaginale il feto dava una risposta di movimento di un arto o anche una risposta facciale e il movimento cessava non appena lo stimolo veniva interrotto dagli studiosi. Con l’utilizzo di semplici cuffie poggiate sull’addome delle donne, invece, nessun movimento del feto veniva evidenziato.

Nonostante i risultati ottenuti dallo studio sull’udito fetale, noi non ci sentiamo di dire ad un padre e una madre che parlare al proprio piccolo in grembo è soltanto tempo sprecato (e tra l’altro numerose ricerche raccontano il contrario).

Se proprio un consiglio dobbiamo darvelo, però, il nostro potrebbe essere quello di ricordarsi di non sussurrare alla pancia ma di parlarle ad alta voce nella speranza che il feto possa sentire la vostra voce.

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Articolo pubblicato il 18 aprile 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.