Tumore alla prostata? I cani più efficaci dei test di laboratorio

Il cane, si sa, è il migliore amico dell’uomo, compagno fidato di vita dotato di una capacità olfattiva realmente sorprendente.

Quasi un tratto distintivo quello dell’olfatto che contraddistingue il cane dagli altri animali, e che ne giustifica l’uso in numerose operazioni in cui aver un buon fiuto risulta essere fondamentale. Ma non pensiamo solo al cane antidroga o all’istinto del cane cacciatore, i cani, se addestrati bene, sarebbero in grado anche di indossare il camice bianco del dottore.

Un recente studio presentato al Congresso Nazionale dell’AURO (Associazione Urologi Italiani) ha evidenziato il ruolo principale dell’olfatto del cane nell’individuazione delle neoplasie.

Secondo una ricerca scientifica condotta su oltre 900 persone, soggetti sani o affetti da cancro alla prostata di diversa entità, alcuni pastori tedeschi, ben addestrati, sarebbero in grado di riconoscere i pazienti affetti dal tumore prostatico. Zoe e Liu, ecco i nomi dei cani che hanno partecipato all’esperimento condotto dal Centro di Patologia Prostatica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), che annusando le urine dei volontari hanno selezionato i campioni infetti con un margine d’errore davvero minimo.

98% di casi individuati, ecco il risultato ottenuto dalla ricerca, un esito che va ben oltre i dati ottenibili dalle procedure di laboratorio attuali e dai test diagnostici utilizzati. Al momento la ricerca è ancora in una fase di studio per poter confermare ciò che comunque si intuiva già da tempo, ovvero la possibilità di affidarsi alle abilità degli animali, come appunto l’olfatto, per migliorare l’efficacia della medicina moderna.

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Aggiornamento Settembre 2016.

La sperimentazione è attualmente in corso presso la Humanitas Mater Domini di Castellanza, lo studio scientifico procede con la collaborazione del Centro Militare Veterinario di Grosseto (CeMiVet) ed è patrocinato dallo Stato Maggiore della Difesa.

I dati ottenuti confermano quelli precedentemente rilevati: <<Zoe, Liu e Jack, tre pastori tedeschi di età compresa tra uno e sei anni, dopo un rigoroso addestramento sono stati in grado di riconoscere l’urina dei pazienti affetti da tumore prostatico con un’accuratezza del 98%. Teniamo conto che l’accuratezza dell’antigene prostatico specifico associato al primo campionamento bioptico della prostata non supera il 35% di accuratezza>> dichiarano gli esperti.

E’ l’organo vomeronasale a consentire all’animale un fiuto davvero infallibile; il suo super-olfatto, infatti, gli permette di riconoscere con precisione alcune sostanze chimiche, come le cellule tumorali, attraverso i liquidi, ovvero attravero l’urina del paziente.