E se la crisi dei mercati è colpa degli ormoni?

Non sarebbe, di certo, una causa determinante o una causa principale, ma perchè non potrebbe essere una concausa? Siamo consapevoli che la maggior parte delle nostre scelte sono direttamente o indirettamente condizionate dal nostro stato d’animo e se pensassimo per un attimo che le scelte degli operatori finanziari possono, allo stesso modo, essere influenzate da fattori non propriamente economici?

Una domanda alla quale ha voluto dare una risposta uno studio della Cambridge Judge Business School cercando di dimostrare come le fluttuazioni finanziarie possano essere determinate anche a livello ormonale. Secondo la ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences esisterebbe un fattore fisiologico, il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, che negli operatori di Borsa andrebbe a determinare particolari scelte o decisioni. Secondo i risultati della ricerca infatti, quando i livelli di cortisolo aumentano nel sangue, di solito a seguito di uno stress continuativo come nel caso di prolungate crisi finanziarie, il cortisolo va a favorire il prevalere di un pessimismo irrazionale, più accentuato, forse, di quello giustificabile dalle effettive condizioni del mercato. L’innalzamento dei valori di cortisolo sarebbe da questo punto di vista negativo, poiché diminuendo le capacità cognitive, aumenterebbe l’ansia negli operatori innescando uno stato di completa depressione e sfiducia nei confronti del mercato. L’effetto principale di questa condizione è una più ridotta attitudine a correre dei rischi perchè frenati da un forte pessimismo. Secondo i ricercatori, quindi, ci sarebbero, in casi di stress, delle valutazioni incerte dei reali rischi e, di conseguenza, gli operatori di mercato potrebbero mostrarsi eccessivamente prudenti in un momento in cui, invece, l’economia avrebbe bisogno di prendere delle decisioni più coraggiose.

  • Ricerca di: Cambridge Judge Business School
  • Pubblicata su: Proceedings of the National Academy of Sciences
  • Conclusione: I livelli di cortisone nel sangue possono influenzare le scelte di una persona
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