L’appettito sessuale riduce il desiderio di mangiare…

A tavola o a letto, in fondo sempre di appetiti parliamo. Secondo alcuni studi, infatti, la possibilità di soddisfare il proprio appetito sessuale riduce il desiderio di cibo. Forse, allora, abbiamo individuato un nuovo modo di poter perdere peso in vista dell’estate, riusciando a coniugare l’esigenza di fare del movimento con quella di cercare di placare la nostra fame insaziabile.

Una ricerca scientifica condotta presso l’Università di York e che ha coinvolto un campione di individui in età tra i 27 e i 50 anni, ha verificato i livelli di presenza del cosiddetto ormone dell’amore, l’ossitocina, nel sangue. Successivamente è stato analizzato dagli scienziati il tipo di recettore per l’ossitocina (OXTR), cioè l’interruttore molecolare a cui si attacca l’ormone dell’amore per esercitare la sua azione.

Dalla raccolta dei dati ottenuti sono emerse alcune valutazioni: nei soggetti che presentano nel proprio Dna un gene OXTR attivo, cioè che risponde in maniera migliore all’ossitocina, esiste una sorta di “freno” che impedisce all’individuo di lasciarsi andare alle abbuffate, viceversa, per chi possiede un gene OXTR passivo si evidenzia una vera e propria necessità psicologica di mangiare grandi quantità di cibo.

Ma qual è il collegamento tra la sfera sessuale e la presenza dell’ossitocina nel sangue? L’ossitocina viene rilasciata dal nostro organismo anche attraverso l’attività sessuale. E quindi fare l’amore potrebbe diventare un’arma in più per le persone per combattere i proprio disturbi alimentari. Provando a forzare un pò le conclusioni ottenute dei ricercatori potremmo dire, quindi, che il lasciarsi andare a mangiate incontrollate è sintomo di un mancato appagamento sessuale e, di contro, il mantenere una forma fisica perfetta ed una linea invidiabile, invece, è un segnale di un’intensa attività di coppia.

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Articolo pubblicato il 19 luglio 2016 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.