Cosa c’è di buono nell’avere un capo cattivo?

capo cattivo

La prima risposta che ci viene in mente per questa domanda, ovviamente, è niente.

Abbiamo già in visto in passato, con altre ricerche scientifiche condotte sul tema, che un capo cattivo al lavoro altro non è che una fonte di stress per il lavoratore e, di conseguenza, un fattore di estrema negatività per la nostra salute.

Non tutto il male viene per nuocere, però, perchè secondo la scienza un cattivo capo può essere un elemento di crescita professionale per chiunque abbia subito dei soprusi sul luogo di lavoro.

Secondo uno studio realizzato dall’Università della Florida e successivamente pubblicato sul Journal of Applied Psychology, la maggior parte delle “vittime” di capi maligni o perfidi, si dimostrano, di contro, dei leader impeccabili non appena gliene viene data l’occasione.

La spiegazione dei ricercatori è abbastanza semplice: si tende a migliorare il proprio comportamento sulla base della drammatica esperienza vissuta con i propri ex-superiori.

Dai dati ottenuti da una sperimentazione condotta per più anni, gli studiosi hanno verificato, infatti, che chi aveva subito “abusi professionali” in passato tendeva poi a prendere le distanze da questo tipo di comportamento esprimendo massimo rispetto e gentilezza nei confronti dei propri subordinati.

Non lamentiamoci dunque se il nostro capo ha con noi un atteggiamento di supremazia, quello che ancora non sa è che questo comportamento reiterato di violenza professionale ci sta rendendo una donna o un uomo migliore di quello che già siamo!

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Articolo pubblicato il 5 dicembre 2018 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. E’ il responsabile editoriale del portale sin dalla sua messa online.