Fai molti selfie? Sei una persona con dei disturbi mentali!

selfie e disturbi mentali

E non è il primo studio condotto sull’argomento e che arriva alla medesima conclusione: una nuova ricerca scientifica condotta negli USA, infatti, conferma che il selfie è una manifestazione del disturbo mentale di un soggetto.

Un vero e proprio disturbo che può essere calcolato in base al numero di selfie che vengono scattati dalla stessa persona nell’arco di un’intera giornata.

Sono gli studiosi dell’American Psychological Association, ente di riferimento internazionale per i psicologi di tutto il mondo, a dare una valutazione del grado di disturbo sofferto dall’individuo che prende il nome di selfitis (o selfite in italiano).

E’ possibile prevedere una scala di valutazione per indicare lo stato di gravità della malattia: il Selfitis borderline è il profilo di chi si scatta almeno 3 fotografie al giorno senza però pubblicarle in rete; il Selfitis acuti è il profilo di chi si scatta almeno 3 fotografie al giorno e le pubblica tutte e 3 online; il Selfitis cronico, invece, è il profilo di chi scatta e pubblica più di sei fotografie al giorno sul web.

Ma perchè parliamo di disturbo mentale per gli appassionati di selfie? Secondo gli esperti la selfite indica una mancanza di autostima e delle profonde lacune psicologiche nella propria intimità. Il disagio sofferto dal soggetto selfitis (che tende a esporre la propria vita personale), si lega ad una frustazione sessuale, ad un sentimento di solitudine, ma anche ad insicurezza e paura dell’abbandono.

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Articolo pubblicato il 20 febbraio 2017 da:

Paolo Carta è nato a Roma il 10 gennaio 1978. Dopo la maturità scientifica consegue un Diploma Universitario per Tecnico Sanitario di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2008 intraprende la carriera universitaria presso Tor Vergata (Roma) e consegue una laurea specialistica in Biotecnologie Mediche. Dal 2014 è Dottore di Ricerca in Biologia e Medicina Sperimentale presso l’ateneo capitolino.